Nati per vivere. Nati per amare

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Oggi sarà un articolo diverso.

Non si tratterà di un monologo monotematico, dove il protagonista sarà l’amore tra uomo e donna.

Ho cercato di tendere la mano, verso coloro che mi hanno portato su questo grosso minerale, composto d’acqua, persone e tanta ingiustizia.

Per questo motivo, ho deciso di ritagliare il giusto spazio per parlare della più importante sfumatura del “nobil sentimento”; elogiando un amore diverso, indissolubile, per certi versi indispensabile.

L’amore di un genitore.

Molto spesso lo diamo per scontato, dovuto, ma soprattutto non ci fermiamo mai ad analizzare la sua reale importanza.

Mi reputo fortunato, ed in modo molto imparziale, dico di aver imparato dai migliori ad amare ogni aspetto che la vita poteva riservarmi.

Lo capii da subito, perché il giorno in cui sono nato, i miei genitori hanno deciso di sostituire il classico “fiocco blu” (rappresentativo sì, ma banale) con un quadro, contenente una frase emblematica, che ho saputo apprezzare solo nel momento in cui ho trovato anche io qualcuno da amare.

Ma amare per davvero.

Come hanno fatto loro e tutt’ora continuano a fare con me.     

 

”Alcuni dicono che la felicità bisogna cercarla lontani; altri dicono che dimora vicino, nella casa, ma la felicità perfetta è nella culla di un bimbo nato dall’Amore”

 

Bersaglio colpito.

Avevano unito i due concetti cardine della mia filosofia di vita in una sola frase: felicità, stato d’animo che rende l’esistenza di un uomo piena e vitale, e l’amore, cuore pulsante di ognuno di noi.

La vera domanda è: cosa rende l’amore di un genitore così speciale ?

Ho provato a cercare la mia personale risposta. Ho cominciato osservando il quadro che ho inserito ad inizio articolo, (La famiglia – G. Klimt), dove spiccano concetti quali l’unione, la serenità, ed il ritratto della forza dell’amore di un genitore, il quale scherma tutte le fragilità e le paure di un figlio.

Ma volevo di più.

Volevo qualcosa che una banale analisi di un dipinto non poteva far trapelare. Volevo rendere intensa questa sfumatura. Volevo … mantenere intatto il segreto di questa magia e semplicemente dire grazie.

Grazie, perché attraverso i vostri insegnamenti, avete gettato le fondamenta per la costruzione del mosaico dei miei sentimenti. Grazie, perché ho capito che l’amore è sacrificio, gioia, ma soprattutto è il saper trasformare il colore nero di una giornata storta, nell’arcobaleno più vivo.

Grazie, perché … in ogni giornata non sono mai solo. Grazie, perché l’amore di un genitore simboleggia che:

“Se possiamo vivere, possiamo incondizionatamente amare”.

Nessuno escluso.

 

L.L.L.     

 

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