Capitolo 1 – Quel dì di primavera

Tutto cominciò mesi prima di quel dì di primavera.

Tu, bellissima, occhi azzurri come il mare, quelle sfumature verde smeraldo che rendevano sbiadito ogni altro colore, sicura dei propri mezzi ma indifesa davanti alla vastità del resto del mondo.
Io, molto alto, sportivo, talvolta incompreso. Segni particolari: introverso e molto timido; non che avessi nulla di sbagliato, ma mi sentivo la classica aquila che si credeva una gallina, un rapace convinto di non poter volare.

Entrambi sentivamo che qualcosa stava cambiando.

Quell’anno, il 2013. Il cielo era per la maggior parte del tempo grigio, triste, quasi come volesse rappresentare la monotonia delle nostre giornate.
Stavamo crescendo. Forse troppo in fretta, con pochi punti di riferimento, molte passioni ma indubbiamente soli.

Eravamo “migliori amici” per quanto alle scuole medie questo appellativo potesse valere. Ma noi credevamo nell’amicizia tra “uomo” e “donna”. Eccome se ci credevamo.
Poi …
Una scelta ci divise, quella delle scuole superiori; tu, appassionata del mondo e di tutto ciò che era diverso da te. Io, fanatico dei numeri e dello sport (non potei fare scelta migliore).

Due così grandi amici che vengono divisi dalle barriere della cultura, strana storia.

Settimane senza un messaggio, privi del reale interesse per le attività dell’altro …
fino al giorno del mio compleanno; non facesti una gran figura esordendo con quell’”Hey”, tralasciando il piccolo particolare della ricorrenza.

Fu però così innocente, semplice e disarmante che non diedi subito il giusto peso alle tue parole.
Con il passare del tempo però capii: avevi un disperato bisogno d’aiuto.

Passarono i mesi, le nostre vite stavano procedendo con un ritmo diverso, la primavera era arrivata, il cielo era tornato a sorridere. Decidemmo di vederci.
Ricordo quel giorno come fosse ieri: 1 Maggio 2013, l’aquila stava imparando a volare. Ero pronto a spiccare il volo.

Dovevo farlo.
Volevo farlo.
Decisi di baciarti. Fu un bacio così leggero, lieve, timido ma allo stesso tempo colmo di gioia e felicità. Un gesto che racchiudeva tutta la mia paura nell’espormi con le altre persone, ma non con te.

Con te era diverso.
Insieme a te ero diverso.
Insieme a te avevo imparato a volare.

Quel dì di primavera, clima autunnale, cielo tetro e piovoso. Un cielo che avevo visto troppo spesso e che non volevo più vedere.
Decisi di chiedertelo. Volevo essere il tuo fidanzato.
E fu così che il cielo smise per sempre di piangere.

L.L.L.