Capitolo 2 – Ti amo

Il potere delle parole e dei piccoli gesti

 

Il cielo tornò a sorridere. Era ufficiale, 18 maggio 2013, ne ero sicuro.

Da quella data io e lei dovevamo solo pensare a come scrivere il finale.

Il nostro amore divenne la linea di confine tra la felicità e la vita.

L’estate era alle porte, bussava insistentemente sulla mia spalla.

Mi promise che d’ora in poi le emozioni che avrei provato, potevano e dovevano essere qualcosa di differente.

Che in ogni fiore potevo ammirare i lineamenti e la sua dolcezza.

Candida e pura come la più viva delle rose.

Non potei nemmeno donarle un petalo che dovette partire.

Direzione Gran Bretagna.

Non avrei mai immaginato che la distanza potesse fare così brutti scherzi, ma l’immaginazione ed i sentimenti riuscivano a trasportarmi dall’altra parte della Manica; un luogo così lontano, divenuto grazie ai nostri sogni una colonna portante del nostro rapporto.

 

Tornò.

 

Il mese di luglio fu un tassello cruciale per il nostro mosaico.

Seduti sul letto a fantasticare, scoprendoci di nuovo poco a poco, pronunciai con estrema gioia, quasi per gioco, una frase.

Non le diedi subito il giusto peso.

Ma lo feci.

A bassa voce pronunciai “ti amo!”.

Lei mi guardò ed esclamò “Ripeti”.

Di nuovo ripetei “ti amo”.

Attimi di silenzio.

Poi tutto cambiò, la stanza divenne più luminosa.

I nostri volti, da inespressivi ad incredibilmente sorpresi.

“Anche io”.

Entrambi capimmo di aver preso il volo. Che al nostro decollo non sarebbe mai seguito un atterraggio.

I mesi passarono.

L’estate calò il sipario.

Arrivò settembre, il fatidico settembre.

Giusto un attimo prima di entrare in classe mi si presentò davanti lei.

“Entriamo?”

“Cosa?”

Non mi sembrò vero.

I nostri tragitti si incontrarono nuovamente anche sotto le quattro mura scolastiche.

Che altro ? La nostra linea di confine era sempre più marcata.

Il nostro amore ormai era vita. Era felicità.

Con il susseguirsi dei mesi, cresceva la consapevolezza della nostra scelta. Le nostre mani riuscivano a stringersi l’un l’altro sempre più forte. I nostri cuori entrarono in sintonia grazie al nostro giovane e puro sentimento.

Dicembre. Natale sullo sfondo.

La fine dell’anno era vicina; ma nulla finisce senza che ci sia nulla in procinto di iniziare.

Quell’anno decidemmo di trascorrere il capodanno insieme con amici, fu la prima volta che viaggiammo insieme.

La prima di una lunga serie. Lunghissima. Infinita oserei dire.

Benvenuto 2014, benvenuta sfortuna.

Gennaio.

Pochi giorni prima del mio compleanno mi feci male.

Mi ruppi i legamenti della spalla. Un grave infortunio che mi tenne lontano dallo sport per undici interminabili mesi, ma che mi avvicinò ancor di più a lei.

La mia forza, ancora di salvezza che attraverso piccoli gesti mi fece credere di essere l’uomo più forte del mondo, una “forza della natura” (così ingenuamente soprannominato) che nei mesi seguenti, privato dell’uso completo del braccio, prese una scelta.

 

Mi operai.

 

12 maggio 2014.

A pochi giorni dalla fine del nostro primo capitolo insieme mi affidai alle mani di un ottimo chirurgo.

Cosa fece la differenza ?

Un koala; così piccolo e tenero ma che allo stesso tempo mi diede una così grande forza, che risvegliato, capii realmente di essere l’uomo più forte del mondo.

Ad una condizione però: poterti stringere più forte di prima.

 

18 maggio 2014.

Il primo capitolo insieme giunse al termine.

Sapevamo che la strada era ancora lunga.

Percorribile solo grazie al potere delle parole e dei piccoli gesti.

 

“Amor vincit omnia”

 

L.L.L.